In un piccolo bosco quì vicino ho trovato un piccolo gruppetto di Trollini riuniti su un piano di legno in cui discutevano animatamente su come salvare la natura dagli uomini stolti...
Quando mi hanno vista hanno avuto le reazioni più disparate...
Uno dei due Trollini della Terra si è messo a piangere per l'emozione mentre l'altro mi ha guardata con una faccina un pò da matto... Uno dei due Trollini dell'Acqua era stupito l'altro invece mi ha semplicemente sorriso... I tre Trollini del Ghiaccio erano quasi inteneriti, ma certamente curiosi come anche i Trollini dell'Edera (uno dei quali è venuto a vivere con me ^_^)
I due Trollini del Legno mi sono sembrati perplessi, come anche uno dei due Trollini del Fuoco, l'altro invece sembrava proprio divertito! Che strambi questi Trollini, vero? Ad ogni modo hanno terminato con me la loro riunione, ed hanno stabilito che se ognuno di loro sarà adottato da un essere umano, il mondo sarà più pulito e felice ^^ pensate che abbiano ragione? Uno di loro andrà in dono a chi lo meriterà...
Su consiglio della dolcissima amica Gnoma, ecco il mio Candy Blog
"RACCONTAMI UNA FAVOLA"
Chi desidera partecipare, non deve far altro che lasciarmi una favola o una filastrocca invece di un normale commento, pubblicizzate la cosa sul vostro blog utilizzando la foto dei Trollini, se non potete commentare perché non avete un profilo su blogger mandatemi il vostro racconto via mail e poi provvederò io a pubblicarlo con il vostro nome. La storia più bella, a insindacabile giudizio dei Trollini :P vince, e potrà sceglierne uno tra quelli ancora disponibili o chiedermi il suo Trollino personale, scegliendone colore/elemento ed espressione!
Chi desidera partecipare, non deve far altro che lasciarmi una favola o una filastrocca invece di un normale commento, pubblicizzate la cosa sul vostro blog utilizzando la foto dei Trollini, se non potete commentare perché non avete un profilo su blogger mandatemi il vostro racconto via mail e poi provvederò io a pubblicarlo con il vostro nome. La storia più bella, a insindacabile giudizio dei Trollini :P vince, e potrà sceglierne uno tra quelli ancora disponibili o chiedermi il suo Trollino personale, scegliendone colore/elemento ed espressione!
Per problemi tecnici di varia natura vi avverto sin d'ora che il Tollino verrà spedito per posta prioritaria...ma come si dice....a caval donato non si guarda in bocca, no? :P
Non vedo l'ora di leggere le vostre storie! Il blog ha compiuto un anno giorno 9 ma purtroppo ho avuto troppi impegni e totale assenza di connessione, quindi vi chiedo scusa se sono stata molto più assente del solito, prima o poi spero di tornare alla normalità........ Sappiate che anche se non vi commento spesso, passo dai vostri blog ogni volta che posso!!!
AGGIORNAMENTO
Per rispondere al commento di Vele/Ivy.....scusate per non averlo scritto prima!
C'è tempo fino al 20 gennaio, e non ci sono limiti di lunghezza della storia!!!!!
La storia può trattare qualsiasi tema e argomento, può essere fine a se stessa o con una morale, può avere un'ambientazione natalizia se lo volete, potete scrivere tutto quello che vi passa per la mente, può essere divertente o macabra, non importa, quel che conta che sia farina del vostro sacco!!!!! Fatemi ridere, o fatemi emozionare, datemi una storia voi questa volta, ed io vi regalerò un Trollino tutto vostro da coccolare a cui sistemare o arruffare i capelli!!!!!!!







Che teneri i trollini con gi occhioni!
RispondiEliminaMa c'è una data entro la quale scriverti il racconto? E ha una lunghezza massima?
wow!
RispondiEliminaVa bene anche una storia un po' più lunga? O cmq, per esempio, una storia natalizia?
Cmq sono una delle tue migliori creazioni: semplici, geniali e adorabili.
Ivy grazie mille, ti ho già risposto nell'aggiornamento al post!
RispondiEliminaUomo timorato grazie mille anche a te, avevo scritto un poema ma l'ho perso per colpa della connssione traballante, rispondo direttamente nel post, in coda all'aggiornamento!!!!!!!
ciao e bentornata!!! mi stavo chiedendo che fine avessi fatto????
RispondiEliminaChe bello questo candy... occorre usare molta fantasia...
vediamo se mi viene in mente qualcosa...
a presto
baciotti eli
Che teneri questi trollini e poi... le tue fiabe sono un vero amore, hai un talento innato, spero di vedere presto il tuo book pubblicato, buon Natale Silvia!
RispondiEliminaBella questa idea di raccontare una favola, ci provo anch'io vediamo un pò che ne esce.
RispondiEliminaIntanto ho incominciato far i miei auguri per queste feste e quindi tanti auguri di Buon Natale e Buon Anno anche a te Silvia.
Baci Beatrice
Eli eh che fineho fatto....mi sono organizzata il matrimonio, ecco che fine ho fatto!!!! E quando si hanno solo 10 giorni di tempo per fare tutto, occorre organizzare ogni attimo nei minimi dettagli prima, per poter spremere quei 10 giorni come limoni! E' stata un'impresa biblica ma ce l'abbiamo fatta!!!! Adesso ho problemi di connessione perchè non abbiamo ancora riattivato il mensile della chiavetta wireless, quindi la connessione c'è e non c'è.....
RispondiEliminaLa fantasia a te non manca di certo, non vedo l'ora di leggere la tua storia!!!!!!!
Ciao Daniela grazie daparte dei trollini ^^ spero di riuscire davvero a realizzare il book, purtroppo oltre che avere problemi di connessione, non si capisce perché in questo pc (portatile che dovrebbe avere tutto apposto, con aggiornamenti eccetera) l'office non funziona, quindi non sono in grado di ruscire a impostare le storie in un book sistemato, posso solo copiarle dal blog o scriverle in txt e poi sistemarle con il primo word che mi capiterà sottmano.....
Buon natale anche a te!!!!!
Bea che bello, dai dai noi siamo quì cheaspettiamo di leggere le vostre storie!!!!!!
Un bacione e tantissimi auguri anche a te!!!!!!
Alla grande Silvia!!! Sei stata bravissima nell'organizzazione di tutto wawwwwww, io insisto... oltre a creare i tuoi personaggi devi scrivere assolutamente, davvero hai talento, sono contenta di ricevere tue notizie, un abbraccio e ben tornata!!!
RispondiEliminaMa che bella idea!!! Un abbraccione, Cathy
RispondiEliminaah... il matrimonio!!! scusami mi ero persa!!! organizzato in 10 giorni, fantastico!!!
RispondiEliminaSono la prima quindi a lanciarmi in questo candy???
Io ci provo ma siate clementi...
mi rifaccio alla canzoncina che ricordo da piccola "la famiglia dei gobbi"... quindi va cantata sulla stessa aria...
LA FAMIGLIA DEI TROLLINI
In un bosco strano
viveva una famiglia
era trolla anche la figlia
era trolla anche la figlia
in un bosco strano
viveva una famiglia
era trolla anche la figlia
la famiglia dei trollini...
(RIT) trollo suo padre trolla sua madre
trolla la figlia della sorella
era trolla pure quella, era trolla pure quella
la famiglia dei trollini...
il di del matrimonio si sposa il piccolino
che assomiglia a un fuochino
che assomiglia a un fuochino
il di del matrimonio si sposa il piccolino
che assomiglia a un fuochino
la famiglia dei trollini
(RIT)
e dopo nove mesi
è nato un bel trollino
anche lui col ciuffettino
anche lui col ciuffettino
e dopo nove mesi
è nato un bel trollino
anche lui col ciuffettino
la famiglia dei trollini
(RIT)
io sto ridendo come una pazza da sola... questa canzoncina mi è sempre rimasta in testa, mi piace un sacco!!
e i trollini sono troppo belli per non tentare di vincerne uno!!!!
in bocca al lupo a me.... :-)
bacioni eli
...E' una splendida iniziativa, e non posso non partecipare...^_^
RispondiEliminaTi racconto una storia che, in buona sostanza,è autobiografica...:
"LA STRANA COPPIA"
Un piccola tartaruga se ne stava tranquilla ad ammirare il sorgere del sole, e, godendo del tepore dei primi raggi che la raggiunsero, pensò che era davvero meraviglioso poter riempirsi il cuore di quei colori, quelle sfumature che la luce dava ad ogni cosa che la circondava, e sentì di essere felice. Mentre assaporava questo momento divino, le si avvicinò una lepre che iniziò a schernirla e a prenderla in giro: "tu sei lenta, sei un essere primitivo, non conosci l'ebbrezza della velocità, non sai cosa significa "vivere andando a mille all'ora"...io corro in lungo e in largo per tutto il bosco, ho visto tutto ciò che c'è da vedere, e quindi so molte cose più di te!" La tartaruga girò lentamente il capo verso la lepre e le disse "se davvero è così, dimmi, tu che hai visto tutto ciò che c'è da vedere....di che colore è la felicità?" La lepre rimase un attimo interdetta, e balbettando replicò : "ma...veramente...ho visto grandi alberi...enormi prati...fiumi imponenti...rocce maestose...ma non ho mai incontrato una cosa che si chiama felicità..." La tartaruga le sorrise, e disse :"allora siediti qui con me e fammi compagnia"....La lepre, un po' spazientita, si sedette al fianco della tartaruga, e man mano che il sole sorgeva e colorava quel bosco che lei aveva sempre visto solo "di corsa" sentì attenuarsi quella frenesia che da sempre le riempiva l'anima....lentamente il cuore le si riempì di gioia e senza quasi rendersene conto, appoggiò amicevolmente una zampina sul carapace della tartaruga, la quale sorrise, continuando a contemplare l'alba...
Quando il sole fu alto nel cielo, le due si sentivano profondamente legate per aver vissuto assieme quell'esperienza sublime...Poi, all'improvviso, la lepre si mise sulle spalle la tartaruga e le disse "ora, tienti forte"..La tartaruga sbarrò gli occhi per la paura, ma non ebbe neppure il tempo di rendersi bene conto di ciò che accadeva che già sfrecciavano velocissime attraverso il bosco....tuttavia, dopo pochi istanti, sentendo che la lepre rideva divertita, la paura si trasformò in allegria pura, in gioiosità, contentezza... e si stupì di poter provare tanta eccitante euforia... Al termine della corsa la lepre posò delicatamente a terra la tartaruga, e assieme continuarono a ridere a crepapelle per diversi minuti.....
Da quel momento diventarono grandi amiche, e continuarono ogni giorno a donarsi a vicenda la propria beatitudine.
C'è un tempo per correre veloci, e uno per sedersi a guardare il mondo. Entrambi sono importanti. E' necessario saper fare entrambe le cose per vivere appieno.
Un sorriso
Tatti
Ciao cara...io colgo l'occasione per scriverti la storia della Baiabà...te la mando via mail in giornata! ciao e colgo l'occasione di farti TANTI AUGURI DI BUON NATALE! un salutone Alia
RispondiEliminaIO VOGLIO PROVARE
RispondiEliminaVADO A BRACCIO
In un lettino
c'è un gattino
che miagola, piange, vuole un cioccolatino
la mamma gatta
non lo accontenta
e con una zampetta
gli accende una lucetta.
il gattino arrabbiato
senza pappa viene lasciato
e a battere il piedino
inizia il cucciolino
ma la mamma con amore
la ninna nanna gli canta per ore
e il gattino contento
si addormenta a cuor contento
beh
sono un portento.
Bello il tuo blog e partecipo volentieri al candy.Quanto prima posto tutto nel mio
ciao
Laura
www.ilmondodilaura.net
Grazie Daniela ^^ sto lavorando sui dsegni, poco a poco inizia a nascere...... ^___^
RispondiEliminaFatonza sono contenta che ti piaccia, spero che parteciperai!!!!!!!
Eli la tua canzoncina dei Trollini mi ha fatta ridere troppo ihihihihihihih però la "musica"non la so :P nn è che magari c'è qualche cosa su you tube???
Tatti, bella favola davvero, altro che "Gionatan Livingston" eheheheheh!!!!!
Alia ma quella non è una leggenda? Non barare eh, la storia dovrebbe essere tua tua al 100% ^_________^ mi raccomando
Laura appena posso venoa visitare il tuo sito, molto dolce la tua filastrocca, adesso vado a sentire che ne pensano i Trollini ^____^ un bacione e....ben arrivata in questo mio piccolo pazzo mondo!!!!
guarda cosa ti ho trovato???
RispondiEliminail video con la canzone cantata!!
ttp://www.youtube.com/watch?v=n8yLx6bq_S0
buona notte
eli
Questa non posso perdermela!
RispondiEliminaOra sistemo tutta la parte tecnica, nel frattempo i cricetini stanno facendo girare la ruota all'impazzata. Hanno già un'idea! =p
io mi iscrivo dopo leggo tuuuuuutto e vedo cosa fare.ps il mio banner è quello con il cuore di caramelle.vediamo se mi fa loggare sto google
RispondiEliminauna mia filastrocca corta corta
RispondiEliminahai trovato chiusa la porta
per mangiare la minestra
sei entrata dalla finestra
ma minestra non ce n'era più
e digiuna sei rimasta tu.
:) :) :)
linkato sul mio blog,proprio simpatici i tuoi trollini
E meno male che sono venuta a controllare: ero convintissima di aver già pubblicato la mia partecipazione!
RispondiEliminaChe testa, oh!
Eccola, prima che me ne dimentichi nuovamente: ^^
Per vincere un Trollino
devo scrivere un commentino
Ma non un commento normale
una storiella debbo raccontare!
E che dico? Che racconto?
Mi faccio ispirare da un caldo tramonto?
Mi vengono in mentre strane creature
dal corpo piccolo e folte capigliature:
sò che alla luce del sole non possono stare
sennò in dure pietre si possono trasformare!
Allora aspetto ancora che arrivi la notte
non ho mica intenzione di prendermi a botte
con questi personaggi strani e bizzosi
ma che sanno anche essere dolci e affettuosi!
Così il buio arriva e li posso incontrare:
ma se voglio vederli debbo ingollare
una pozione magica da un'ampollina
che mi trasforma da grande a bambina!
Tutti lo sanno che questi Trollini
li posson veder solamente i bambini!
Allora io vado, mi faccio coraggio
butto giù la pozione dopo un timido assaggio!
Divento piccina, ma non vedo niente
il buio è tremendo e sono impaziente!
Ma all'improvviso una candela si accende
e inizia il mio viaggio tra creature e leggende!
Faccio amicizia con Trollino Ghiottone
che è grosso non più di uno spesso bottone,
poi arriva pure Trollino Poeta
che rime e storielle cantando decreta!
C'è il Trollino dell'Acqua e quello del Ghiaccio
se zitta mi stò può darsi che gli piaccio!
C'è il Trollino dell'Edera e quello del Fuoco,
con loro mi diverto a fare un buffo gioco!
C'è il Trollino dell'Aria e quello del Legno,
con loro mi prendo anche un piccolo impegno!
C'è pure Eustachio, il Trollino Funghetto
che beve thè tra una capriola e un dispetto!
Ne sono tanti 'sti buffi Trollini
dai vari colori e con chiome a ciuffini:
ognuno ha una storia, ognuno ha un perchè,
ma c'è n'è uno in particolare che vuole stare con me!
Finisce l'effetto della golosa pozione
ritorno grande e mi resta il magone!
Volevo restare col dolce Trollino,
ma l'incanto finisce, non son più bambina!
A casa torno triste e con ansia compresa...
non sò che mi attende una grande sorpresa!
Apro come sempre la cassetta della posta
e i miei occhi si sgranano in una forma scomposta:
che grande scoperta, che enorme stupore
vi trovo un Trollino del mio preferito colore!!!
Grazie a tutte per le storie divertenti che mi avete scritto fin'ora, siccome da regolamento specifico che chi non ha un account su blogger può mandare a me via mail la storia ed io mi occupo di pubblicarla, ecco la filastrocca di Cristina "Il garage del decoupage"
RispondiEliminacry-psy.spaces.live.com
La LEGGENDA dei TROLLINI AMBIENTALISTI
(…ovvero…
come Madre Natura e Madama Magia salvarono l’essere umano dall’autodistruzione)
Tu che osservi di Madre Natura
con attenzione ogni creatura,
giudicherai di certo un po’ strana
la cosiddetta “creatura umana”.
Il proprio bene sembra che voglia
eppure non sempre mangia la foglia!
Vorrebbe vivere in eterna gioia,
ma di se stessa si fa truce boia.
Seppure sogna un mondo pulito
per rassettarlo non muove un dito.
Ama il respiro dell’aria più pura,
però incenerisce la spazzatura.
Brama la luce, l’energia, il calore,
…sprecandoli poi senza pudore.
Anela al possesso di un gran bel vestito,
ma come si strappa non l’è più gradito.
Giudica gli altri dei farabutti
…e poi commette gli errori di tutti.
Ad un soggetto tanto incoerente,
certo, il buon senso non giova per niente!
Madre Natura cosa può fare
se questo tapino vuole salvare?
Se “a mali estremi, estremi rimedi”
il solo trucco sarà ciò che non vedi:
l’invisibile ingresso della Magia,
potente maieutica di Fantasia!
«Logica e Fisica, mie figlie adorate,
dagli esseri umani son state ignorate.
Signora fatata, sorella ancestrale,
invoco il tuo aiuto di forma spettrale.
Trova un incanto efficace e silente
che renda più saggia l’umana gente!»
«Cara Natura, il compito è ardito
se già le tue pargole vi hanno fallito!
Nulla poss’io per la mala coscienza
di chi ignora i responsi della Scienza.
Posso soltanto un tentativo,
piccolo aiuto (forse tardivo?):
mando in soccorso di pochi eletti
fidati Trollini – mica folletti!
Preziosa è la loro fatata funzione:
concedono il privilegio della creazione!
Potenziano il sorgere d’idee brillanti
per tramutare un oggetto… in tutti quanti!
Si fanno pii custodi delle menti più creative.
Affinano pian piano le trovate primitive.
Alcuni umani impareranno a riciclare
le cose di un passato che vorrebbero gettare.
E mutando un po’ le cose, muteranno anche se stessi:
plasmeranno nuovi scopi. Nuovi sensi. Nuovi nessi.
Ecco, non a tutti io concedo un mio Trollino,
lo merita soltanto chi ha uno Spirito-Bambino.
Chi ha quel gusto così audace da tentar quel che gli piace.
Chi ha l’udito così acuto da parlar in silenzio, muto.
Chi ha dita tanto sottili da far tremare all’anima i fili.
Chi ha un olfatto un po’ canino che il futuro fa più vicino.
Chi ha lo sguardo così tondo da abbracciare un altro mondo.»
La storia di FRODA ^^ divisa in più parti!!!
RispondiEliminaUna piccola disavventura
Era una notte di luna piena, l’ideale per raccogliere le erbe che le servivano.
La ragazza si avvolse nel mantello, prese il cestino, salutò il gatto che miagolando le augurava buona raccolta ed uscì chiudendosi la porta alle spalle.
La luna era così luminosa che decise di non portare alcuna torcia per non disturbare i piccoli abitanti della foresta; gufi, civette e piccoli animali erano suoi amici, era sempre stata molto rispettosa del bosco dietro la sua casetta, e questo l’aveva sempre protetta.
Alcuni dicevano che era un bosco maledetto, creature malvagie si aggiravano nel folto degli alberi e cercavano di attirare ignari viaggiatori lontani dal sentiero che attraversava di netto la piccola foresta.
La ragazza non aveva paura, era stata migliaia di volte in quel bosco, la nonna le aveva insegnato a raccogliere le erbe per le pozioni e le aveva confidato un segreto: “le migliori erbe solo qui le puoi trovare, ma solo del bene tu devi fare; mai incantare e torturare, altrimenti le grane non tarderanno ad arrivare!”.
Ricordando quelle parole la ragazza sorrise e si inoltrò tra gli alberi pensando alla nonna; le aveva insegnato tutto quello che sapeva sulla magia, le aveva confidato tutti i suoi segreti, ma non aveva mai risposto ad una domanda.
“E’ vero che questo bosco è maledetto? Che ci vivono i troll?” chiedeva sempre, rabbrividendo alla parola troll.
Una domanda che aveva ripetuto in diverse occasioni: chiedendolo gentilmente, arrabbiandosi, implorando, ma la nonna non aveva mai ceduto; così compiuti i dieci anni prese una decisione, disse alla donna: “io non te lo chiedo più, ma ricordati che aspetterò che tu me lo dica”.
La nonna le aveva dato un buffetto sulla guancia dicendole che lo avrebbe scoperto in futuro.
“La nonna… Che strega! Chissà cosa sta facendo ora? Domattina le scriverò una lettera” pensò la ragazza. “Dopo quel decimo compleanno ho passato diverse notti esplorando il bosco, ne conosco ogni angolo, ogni cespuglio eppure di creature magiche nemmeno una traccia, solo sciocche superstizioni”.
Camminando si addentrò sempre più nel bosco lasciando il sentiero, facendosi strada tra le felci rigogliose che vi crescevano, lasciandosi guidare dal profumo delle erbe. Ad un certo punto una nuvola oscurò la luna e la ragazza inciampò in una radice sporgente che non aveva visto.
RispondiEliminaStonf!
Ahia!
Un dolore tremendo si irradiò dalla caviglia, una lacrima le scese sulla guancia per il gran male. Facendosi forza la ragazza cercò di rialzarsi ma il piede le faceva molto male; era nei guai e lo sapeva. In piena notte e lontana dal sentiero, nessuno la poteva aiutare. Inoltre nessuno sapeva che era nel bosco, lo aveva detto solo al suo gatto. Decisa, riprovò ad alzarsi, ma niente, il piede era già gonfio e rifiutava di muoversi. Sapeva di essere al sicuro, era nel bosco, nel suo bosco, nulla le sarebbe potuto accadere, ma doveva almeno raggiungere il sentiero, lì avrebbe aspettato fino al mattino che qualcuno passasse; cercò di sforzarsi e fare pian piano qualche passo, ma il dolore era insopportabile e cadde a terra svenuta.
Quando rinvenne il dolore le rammentò quello che era accaduto e sollevandosi su un gomito per vedere il da farsi si accorse che c’era qualcosa di strano. Non era più nel folto del bosco ma in una caverna, accanto ad un fuoco, al calduccio.
Stupita si guardò attorno, era comodamente adagiata su un pagliericcio, accanto a lei c’era un piccolo contenitore con dell’acqua fresca ed una piccola creatura le stava offrendo alcune bacche, mentre altre le rinfrescavano la caviglia ferita con del ghiaccio; era stata medicata con delle foglie di edera.
La ragazza si guardò attorno a bocca aperta, mentre queste creature la osservavano di rimando. Esplorando con la vista lo spazio all’interno della caverna, vide che oltre alle creature che si prendevano cura di lei ce n’erano molte altre che la osservavano da lontano. Erano tenere creaturine con grandi occhi espressivi, buffe orecchie a punta ed un ciuffo di capelli colorato. Si accorse che in base al loro colore avevano diversi poteri magici.
Non sapeva chi o cosa fossero, però erano molto gentili e le ringraziò per le premurose cure, le creature risposero sorridendo e, vedendo che non era pericolosa, tutti si avvicinarono curiosi; chi le toccava i lunghi capelli corvini, chi la annusava, ma nessuna sembrava parlare la sua lingua. La ragazza provò a chiedere chi fossero, ma questi le sorrisero senza dire nulla. Così, indecisa sul da farsi bevve un sorso d’acqua sorridendo a destra e a manca, accarezzando le testoline di quanti erano a portata di mano in segno di ringraziamento e dopo pochi istanti si addormentò tranquilla.
Si risvegliò con il nitrito di un cavallo, il sole era alto in cielo e lei era appoggiata ad un tronco lungo il sentiero non molto lontano da casa sua.
- “Buongiorno, voi dovete essere lady Leyla” disse una voce, “vostra nonna mi ha chiesto di venire ad aiutarvi perché sapeva che avreste avuto un piccolo incidente stanotte”
- “Buongiorno a voi, mia nonna alle volte è veramente strana, ma sempre molto utile” disse Leyla osservando un giovane che scendeva dal cavallo.
Questi avvicinatosi le diede una mano per alzarsi e chiese, indicando la casa poco lontano se quella era la sua abitazione; all’assenso della ragazza la sollevò in braccio per aiutarla a salire a cavallo e si incamminarono verso casa.
RispondiElimina- “Non capisco perché se sapeva dell’incidente non sia venuta lei stessa ad impedirvi di farvi male” disse il ragazzo.
- “Forse perché certe cose devono semplicemente accadere” rispose lei un po’ soprapensiero, stava pensando alla nonna, al suo bosco e non riusciva a concentrarsi sulla conversazione.
Giunti davanti casa lui l’aiutò a smontare da cavallo; sulla soglia c’era Soia il gatto, che li guardava, ad un certo punto, si avvicinò all’uomo e miagolando si lasciò accarezzare da lui.
- “Questo vuol dire che potete entrare in casa, non siete pericoloso” esclamò ridendo Leyla, “venite, lasciate che vi offra almeno la colazione per il disturbo”- “permettetemi di aiutarvi” disse il ragazzo offrendole il suo braccio.
- “Non occorre, sono solo pochi passi e sto decisamente meglio di ieri notte” così dicendo la ragazza varcò zoppicando la porta di casa, “prego accomodatevi”.
- “Mi accomoderò dopo aver preparato la colazione; anche se il dolore è diminuito è bene non sforzare troppo il piede, sedetevi qui e ditemi dove posso trovare il necessario”
- “D’accordo, nel frattempo però dovrete raccontarmi qualcosa di voi e di mia nonna, ad esempio come sta lei e magari anche il vostro nome” disse divertita Leyla.
- “Scusatemi, che sbadato, vostra nonna sta benissimo” disse il ragazzo anch’egli divertito “è piena di energie e vi saluta. Ha detto che passerà a trovarvi nei prossimi giorni. Ed io sono Urlan. Però ora che ci siamo presentati diamoci del tu, odio tutte queste formalità”
- “U-Urlan?? Proprio Urlan? Il principe Urlan? Vostra maestà, vogliate scusare la mia impertinenza io sono…” balbettò Leyla
- “Non sei stata impertinente e nemmeno nient’altro, sono Urlan. Principe è solo un titolo, per favore diamoci del tu e non agitarti, sei diventata rossa come un peperone”.
- “Ma io, non posso, voi siete il principe”
- “No, sono Urlan, al vostro servizio Madamigella! Ed ecco la vostra colazione” disse sorridendo “ed ora Leyla, raccontami l’avventura di questa notte, tua nonna mi ha dato precise istruzioni”.
Tra un boccone e l’altro Leyla raccontò al principe la sua piccola disavventura e molto altro, lui le narrò della sua vita a corte e delle sue avventure come cavaliere.
Quando finirono di parlare era già sera inoltrata; cenarono in giardino alla luce della luna, brindando al loro incontro.
Ad un certo punto Urlan si battè una mano sulla fronte esclamando:“che sciocco!” ed entrò di corsa in casa, uscendone poco dopo con latte e dolcetti che depositò vicino al bosco.
Leyla gli chiese cosa stava facendo, ma lui si mise un dito davanti alla bocca e sedendosi accanto a lei le sussurrò “sono istruzioni di tua nonna, mi ha detto di mettere latte e dolcetti al limitare del bosco e di sederci aspettando in silenzio”.
- “Aspettare cosa?” chiese la ragazza.
- “Troll”.
- “Troll??? Ma sono pericolosissimi!!!” disse spaventata Leyla.
Lui le cinse le spalle e guardando verso i dolci disse:“osserva bene, tua nonna ha detto che questa è la risposta alla tua domanda, l’unica domanda a cui non ha mai potuto rispondere. Li vedi?”
- “Si, li vedo! Sono loro che mi hanno aiutata! E di sicuro non sono cattivi come narrano le sciocche storie che circolano qui attorno. Ma perché la nonna non me l’ha detto subito?”
- “Mi ha detto che non avresti potuto vederli. Sono creature magiche che è possibile osservare solo quando si è in difficoltà o innamorati”.
- “Tu li vedi?” chiese lei.
- “Si”.
E guardandosi negli occhi si baciarono.
"Corri corri...è importante!" gridò.
RispondiEliminaIl troll arrivò lentissimamente con sguardo perso. Guardò la sorella in silenzio. Lei con il suo solito gesto un pò stizzito arrotolò la punta del suo ciuffo viola elettrico tirandolo verso il naso. Aprì le dita e quella cascata conica tornò nella posizione naturale. Fissò il fratello e si chiese come era potuto succedere proprio a loro: "Il capo della natura ha indetto un'assemblea straordinaria". Drù, questo era il nome del troll, non ebbe nessuna reazione. Elefia stava già riarrotolando la punta dei capelli, ma la lasciò per sbattere violentemente la mano sul tavolino di legno davanti a lei:"Accidenti a te!".
Elefia si alzò e corse fuori dalla casa. Nei sentieri del villaggio, le voci e le supposizioni riguardo l'argomento dell'assemblea si rincorrevano come granelli di polvere nel vento, ma la troll non si fermò ad ascoltare. Arrivò ansimando per la corsa nel suo posticino segreto e davanti a lei si visualizzarono le immagini di quando suo fratello era felice.
Era tanto tempo prima. I troll e gli umani vivevano insieme nella vallata e nelle campagne intorno in una sintonia tale che a volte quasi si avvicinava alla simbiosi e proprio simbiosi si trattava per Drù e la sua amica umana.
Purtroppo però questo idillio venne interrotto quando qualche essere umano incominciò a credersi più importante, dotato, intelligente e forse necessario dei troll e di ogni altra creatura vivente. Passò poco tempo da lì alla fine dell'amicizia e allo scoppio di una guerra. Una guerra brevissima, perchè i troll non si abbassarono a tanto e semplicemente raccolsero le loro poche cose e cambiarono luogo in cui vivere.
La cosa triste è che li umani credettero anche di aver vinto...ah!
Le lacrime cominciarono a scorrere sulle gote di Elefia quando risentì nella sua testa le urla strazianti di Drù e della sua amichetta mentre venivano divisi per l'ultima volta. Finì che si addormentò nel suo posticino segreto e sognò suo fratello che giocava felice ed un secondo dopo piangeva e così tutta la notte....
La mattina presto fu svegliata da una goccia di rugiada che si schiantò sul suo ciuffo viola...."Accidenti l'assemblea...."
Corse verso casa pensando a mille cose, inciampò e cadde violentemente sbattendo il braccio contro una pietra. Sentì un dolore lancinante, ma continuò a correre.
Arrivò a casa e svegliò Drù, che immerso nel sonno e nella sua solita apatia non era assolutamente preoccupato per l'incontro con il Sommo.
RispondiEliminaElefia si mise un ungento miracoloso sul braccio ormai gonfissimo e lo fasciò con una garza di fili d'erba intrecciati. Drù si stropicciò gli occhi e si ritenne pronto.
Uscirono insieme diretti alla grande casa dove tutto il villaggio era stato invitato dal capo dei troll per una comunicazione molto importante.
Una volta dentro la grande casa, Elefia e drù cercarono un posto dove accomodarsi e lo trovarono nell'istante esatto in cui, sul grande palco al centro della sala, il Sommo capo dei troll richiamò l'attenzione.
Fu un silenzio irreale.
"Carissimi miei figli è arrivato il momento"
Un brusìo si sentì di sottofondo.
"Finalmente dopo questi anni di attesa e solitudine, l'oracolo si sta avverando; l'oracolo della Boemien".
Tutti cominciarono a parlottare animatamente e concitatamente tra di loro. Elefia era stordita e scosse la testa come in preda ad un mancamento e sentì ancora la voce del capo che leggeva proprio le parole che l'oracolo aveva enunciato pochi giorni dopo la separazione tra uomini e troll:"....quando la storia del nostro villaggio o di almeno uno di noi diventerà una favola amata dagli umani o da almeno uno di loro, questo astio tra i popoli si scioglierà".
Dal mezzo degli abitanti si alzò una domanda, era la troll più vecchia del villaggio che chiese :"Ma non dipende da noi, cosa possiamo fare?".
Infatti la Bohemien aveva predetto che la fiaba sarebbe stata scritta da un'umana ma, una volta identificata, il Sommo si accorse che ella aveva perso la sua fantasia e gioia di vivere.
"Ho riflettuto miei cari ed ho deciso che uno di voi si presenti a questa ragazza e l'aiuti nello scrivere la fiaba su di noi e la prescela è Elefia!".
Tutti si girarono verso di lei e si accorsero che si era accasciata in terra in preda agli spasmi della febbre.
La soccorsero e il medico troll diagnosticò una reazione allergica all'unguento che aveva usato per medicarsi il braccio. Le raccontarono l'epilogo della riunione.
Constatarono che le condizioni di salute della troll non permettevano l'attuazione del piano del Sommo. Dovettero arrendersi. Non avrebbero mai fatto pace col mondo degli umani.
Fu allora che successe un miracolo; Drù sorrise e parlò "Vado io!".
Rimasero tutti di stucco, primo fra tutti il capo dei troll, mentre Elefia si sciolse in un pianto liberatore.
Drù raccolse in un sacco poche provviste, si guardò allo specchio e guardò per la prima volta dopo anni i suoi capelli rossi, li ravvivò e salutò tutti pronto a partire.
Già nel tragitto assaporava il momento in cui avrebbe di nuovo avuto un'amica umana.
Sapeva già che storia le avrebbe raccontato, quella di Drù e sua sorella Elefia.
Sarebbe nata una fiaba e la scrittrice salvatrice avrebbe ritrovato la fantasia.
L'oracolo della Bohemien si sarebbe avverato, la pace sarebbe tornata tra i due popoli e soprattutto il troll e la sua amica umana sarebbero stati insieme per sempre!
Spero vi piaccia cari trollini!
RispondiEliminaAlessia
Eccomiiii! Non potevo non provare.
RispondiEliminaIL SARTO DELLE FATE
C'era una volta... una principessa? Un cavaliere? Niente di tutto questo. C'era una volta un ragno. Un ragno piccolino, che aveva costruito la sua ragnatela in un giardino di periferia, ben nascosta fra il muretto e una pianta di rosa. Una rosa che si riempiva di fiori di un bel rosso vellutato. In verità, all'inizio si era sistemato nell'abitazione dei proprietari del giardino, ma era sfuggito per un soffio alla scopa e aveva preferito rifugiarsi all'aperto, anche se la parola giusta era piuttosto “nascondersi”. Sì, perché quello era un giardino strano... si poteva definire agonizzante. Certo, curato e in ordine, ma in fin di vita. Gli umani non tolleravano parassiti e avevano riempito le piante e la terra stessa di veleni. Così erano spariti prima di tutto i bruchi... e senza bruchi non c'erano più farfalle. Poi era toccato alle formiche e a tutti gli altri insetti, alle chiocciole che non osavano più oltrepassare il muretto, degli uccelli non c'era più traccia... il ragno li aveva visti sparire uno dopo l'altro. E lui era rimasto il solo abitante del giardino e lo era perché faceva finta di non esistere. Un giorno però accadde un fatto che si può definire curioso. Curioso perché di solito le fate non si fermano mai in giardini come questi, alle fate piace tutto ciò che è pieno di vita... eppure una di queste creature magiche fu attratta da un debole riflesso accanto alle foglie di rosa. Che cos'era? Semplicemente un filo di ragnatela con sopra una goccia di rugiada. Incantata da una cosa tanto bella si fermò sulla rosa, scoprendo così il ragno e la sua ragnatela e gli fece una richiesta che a lui parve incredibile. Gli chiese di farle un vestito di quella seta impalpabile, in cambio gli avrebbe regalato qualsiasi cosa chiedesse. Il ragno sgranò perplesso tutti i suoi occhi... lui non era un sarto!
“Basterà che tu tessa la tua tela su di me, come hai fatto sulla rosa – disse la fata – In cambio farò in modo che tu non possa più sentirti solo”. Di nuovo il ragno sgranò i suoi innumerevoli occhi... e acconsentì. Quella promessa era troppo allettante, da tanto non vedeva che le sue rare prede.
RispondiEliminaE la fata mantenne la promessa. Con l'aiuto delle sorelle trasferirono sulla rosa tante piccole uova perlate: le uova delle farfalle. Quando si schiusero il ragno raccomandò ai giovani bruchi di mangiare solo le foglie più nascoste della pianta, gli umani non dovevano accorgersi di nulla. Mentre i bruchi crescevano e poi si chiudevano nei loro bozzoli di seta, le fate lavarono via l'insetticida dalle piante... e tornarono gli insetti. Piano, piano, uno alla volta. Le formiche fecero di nuovo capolino dall'entrata nel muretto, seguite dai grilli verdi e, cosa ancora più straordinaria, dalle lucciole. Persino gli umani rimasero incantati quando una notte, fra il frinire dei grilli, videro quelle piccole bolle di luce che fluttuavano nel buio. E non osarono più spruzzare il giardino con quella robaccia che le avvelenava. Con la loro usuale lentezza fecero ritorno anche le chiocciole e poi gli uccelli. Quando li vide zampettare in giardino la bimba della casa batté contenta le manine paffute e supplicò il fratello maggiore di dare loro un po' di pane perché non se ne andassero. Infine apparvero, finalmente, le farfalle e poi le api... e le coccinelle! I bambini non ne avevano mai vista una! Il giardino si popolò di nuovo richiamando numerose le fate, attratte da tanta vita e da quello che, dopo che se ne fu serenamente andato, passò alla storia come il sarto delle fate e il custode del giardino. E la magia semplice di quelle creature giovò anche agli esseri umani, che di magia non ne avevano mai vista.
Qual'è la morale di tutta la storia? Che le cose belle possono essere fatte anche da chi proprio bello non è... bè... questo è risaputo ormai! Potrebbe essere... non esagerate con gli insetticidi! Che fanno dei danni tremendi! E soprattutto guardatevi attorno, perché la magia, quella vera, è racchiusa nelle piccole cose... come possono essere un microcosmo popolato da insetti e un piccolo fazzoletto di terra.
cara bohemien spero di essere ancora in tempo con questa specie di piccolo stuzzincantesimo (l'incantesimo che che stuzzica le creature fatate ad essere benevole )
RispondiEliminaniente di che:
trollin trollino
vieni a me vicino
accarezzerò il tuo ciuffino e ti darò un bel bacino !
tu mi darai la tua compagnia
che ispirerà la mia fantasia !
i tuoi occhietti mi sapranno trasportare in mondi lontani di fate ,gnomi e folletti,
dove ogni sogno sarà realizzato
almeno in questo mondo bello e fatato .
un trollinbacio
angela